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Un caso r​isolto.

Il noleggio di un'autovettura che poteva diventare più costoso del previsto.

5/6/2020

Il contesto. Siamo in piena fase due, da qualche giorno sono ormai consentiti gli spostamenti infraregionali e ci si dirige verso una piena ripresa delle attività sociali ed economiche; volgendo lo sguardo al passato recente, vogliamo raccontarvi una vicenda legale conclusasi positivamente riguardante un contratto di noleggio di un’autovettura che, a causa delle limitazioni di circolazione imposte dal Governo, rischiava di costare caro al nostro cliente.


Il problema. Verso la fine del mese di marzo, siamo stati contattati da Antonio (nome di fantasia) che, a inizio marzo, aveva noleggiato un veicolo in Toscana, regione dove dimorava prima dell’inizio della pandemia, per fare ritorno in provincia di Salerno in tutta sicurezza.

Arrivato in Campania la sera del 9 marzo, Antonio decide di recarsi con l’autovettura noleggiata in una sua seconda casa in Cilento per trascorrere lì un periodo di quarantena volontaria, al fine di evitare di contagiare i suoi familiari, qualora avesse contratto il virus.

Decorsi i quattordici giorni di quarantena, Antonio avrebbe dovuto riconsegnare il veicolo alla stazione di autonoleggio di Salerno, solo che il 23 di marzo (cioè, il giorno precedente alla scadenza del noleggio coincidente con la fine della quarantena volontaria) entrava in vigore il d.p.c.m. del 22 marzo 2020 (contenente misure urgenti per evitare la diffusione del virus covid-19), il quale faceva espresso “…divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si [trovavano], salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute” (art. 1, lett. b).

Dunque, per un verso, il nostro assistito aveva l’obbligo di restituire l’auto alla data prevista: nel caso in cui non lo avesse fatto avrebbe dovuto pagare una penale di circa 50 € per ogni giorno di ritardo, più il costo del prolungamento del noleggio e, infine, avrebbe rischiato di essere indagato per appropriazione indebita.

Per altro verso, egli si trovava costretto a rispettare il divieto di circolazione, la cui violazione avrebbe comportato in ipotesi l’applicazione di una salata sanzione amministrativa.


La soluzione. Appena contattati, la mattina del 24 marzo, abbiamo inviato una lettera alla società d’autonoleggio con la quale, dopo aver esposto l’impossibilità di Antonio di restituire l’auto per causa di forza maggiore, abbiamo proposto due soluzioni alternative: ritirare il veicolo o costituire Antonio depositario dello stesso fino alla data in cui sarebbe stato possibile riconsegnarlo.

Dopo poco più di una settimana, la società ci ha comunicato di aver accolto la seconda soluzione: Antonio avrebbe custodito il veicolo e avrebbe pagato il noleggio solo fino alla data di conclusione del contratto concordata (il 24 marzo) senza costi o rischi ulteriori.

Ma non è tutto.

Verso fine aprile, abbiamo chiesto alla società di autonoleggio di fornire ad Antonio il consenso per utilizzare gratuitamente l’autovettura per il tempo strettamente necessario a spostarsi dalla seconda casa alla propria residenza; anche questa richiesta è stata accolta, Antonio è tornato a casa, ha custodito il veicolo fino al 4 maggio, data in cui, infine, lo ha restituito alla stazione di autonoleggio di Salerno.

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